English
Deutsch
Hrvatski
  • Informazioni
  • Novità
  • Acquario
  • La Fortezza di Verudela
  • Galeria
  • Shop
  • Chi siamo

Contatto

Telefoni: 052/381-402
E-mail: infos@aquarium.hr

Aprile, maggio e settembre: 10.00h – 18.00h
Giugno – agosto: 09.00h – 22.00h
Ottobre – Marzo: 10.00h -16.00h

Tariffe:
Bambini sotto i 3 anni: gratis
Bambini dai 3 ai 7 anni: 30,00 kn
Ragazzi dai 7 ai 18, studenti e pensionati: 40,00 kn
Adulti: 60,00 kn

Più »

Novità

6 tartarughe rilasciato!
Questo Venerdì 25 settembre, sei tartarughe che sono stati recuperati nel nostro Centro, sono stati rilasciati al mare, e sono pronti a tornare a casa.

Più »

Apartmani Hrvatska

Sea turtles recuperation center

Intro
Passeggiata virtuale
Passeggiata virtuale - VIDEO
Elenco delle specie
Centro di recupero
Lavoro del Centro · Guarigione delle tartarughe · Adottare una tartaruga PDF document · Articoli sulla liberazione · Poster

Lavoro del Centro


IL CENTRO

Il centro per il recupero delle tartarughe marine è stato fondato nel 2006. Questo centro è l’unico Centro di recupero per le tartarughe marine sulla costa occidentale dell’Adriatico come anche in Croazia. Il centro è parte integrante dell’acquario di Pola e svolge le sue attività entro l’associazione " Centro di educazione marina di Pola” (Morski obrazovni centar Pula). I criteri per l’apertura del Centro di recupero di Pola, da parte del Ministero della Cultura, Direzione per la protezione e la salvaguardia della natura, erano di garantire condizioni ideali per l'accoglienza e la cura dei rettili marini, di diverse dimensioni, la presenza di personale professionale specializzato e di dimostrare il successo del precedente lavoro nella tutela e guarigione delle tartarughe marine. Infatti, l’attività di protezione, cura e conservazione delle tartarughe marine dell’acquario di Pola risale ancora al 2002. Le attività del Centro non si limitano solamente al recupero e alla cura dei rettili marini ma si estendono anche alla loro segnalazione in mare, all’educazione e all’informazione della popolazione locale, dei turisti ed in particolare dei pescatori, che si imbattono più frequentemente nelle tartarughe marine (Caretta caretta). L'educazione serve a sensibilizzare la popolazione sulla necessità di conservare e proteggere tutte le specie animali nonchè la natura stessa.

Perchè è importante il centro?
Le tartarughe marine sono tra gli organismi marini più vulnerabili e perciò sono protetti da numerose norme nazionali e internazionali. In base alla legge sulla protezione della natura (NN 30/94 e NN 7 / 06) e alle disposizioni del decreto, relativo alla protezione di alcune specie di rettili (Reptilia) (NN 47/95), le tartarughe marine sono protette in Croazia dal 1995. Sebbene siano specie rigorosamente protette, purtroppo le loro popolazioni continuano a diminuire ulteriormente in tutto il mondo come pure da noi (nell’Adriatico e nel Mediterraneo). Per questo motivo si rende necessaria la presenza di centri di recupero che hanno il compito di ospitare le tartarughe durante la loro convalescenza fino alla loro completa guarigione e la sucessiva riimmissione in mare.

Con chi collabora il Centro?
Il nostro Centro collabora con il Museo di Storia Naturale di Zagabria in Croazia, con l’Istituto "Blue World" di Lošinj (Lussino in Croazia), e soprattutto con la Stazione Zoologica "Anton Dohrn” di Napoli in Italia ma anche con altri centri di recupero in tutto il Mediterraneo.

Altri centri nel mediterraneo
Italia: esistono diversi validi centri per il recupero delle tartarughe marine, il primo dei quali è stato fondato ancora nel 1983 come parte integrante dell’Istituto "Stazione Zoologica Anton Dohrn, Fondazione di Napoli"; il Centro gestito dalla Fondazione Cetacea di Riccioni, Fondo siciliano per la Natura (SWF); Comiso; il Centro di Recupero Fauna Selvatica-Isola di Lampedusa, il Centro di recupero per le tartarughe marina di Linosa e molti altri ancora.

Grecia: Centro Archelon in Glyfadi-Atene che è stato fondato nel 1994 all'interno dell’associazioni di cittadini-Sea Turtle Protection Society of Greece (STPS); Atene idrobiologia Stazione di Rodi

Spagna: Marine Animal Rescue Center (CRAM) Catalunya, Centro de recuperación de la fauna Salvaje de Valencia

Croazia: Sea Turtle Rescue Center all’acquario di Pola

Libia: Marine Biology Research Center (MBRC) Tajura

Israele: The Israeli Sea Turtle Rescue Center.

Tunisia: Station de Protection et Soin des Tortues marines; Monastir


ARRIVO NEL CENTRO

Fatti
È stato stimato che in tutto il Mare Adriatico, ogni anno circa sei mila (6000) tartarughe marine finiscono nelle reti dei pescatori. La cifra che interessa la parte croata dell’Adriatico raggiunge i 2500 esemplari.

Come periscono
Le tartarughe respirano con i polmoni e per prendere una boccata di aria fresca devono venire in superficie. L’intervallo di tempo che intercorre tra due respiri, in condizioni normali, è abbastanza lungo. Per, nel caso in cui rimangono impigliate nelle reti da pesca, le tartarughe subiscono un notevole stress, a causa del quale esauriscono rapidamente l'aria e di conseguenza affogano. In oltre, si è constatato che la cattura involontaria delle tartarughe nelle reti da posta fissa ha un'alta percentuale di mortalità rispetto alla pesca a strascico, probabilmente perché la rete da posta fissa rimane più a lungo in mare. D'altro canto, l'85% delle catture accidentali è da attribuire alle reti a strascico, questo si spiega in quanto in genere si pesca in zone ricche di pesce che ovviamente coincidono con le aree di nutrizione delle tartarughe marine. Certe volte, capita pure di catturarle con il palangare o palamito che è formata da una lenza lunghissima munita di molti pendagli con ami. In certi casi, la malcapitata tartaruga può essere rilasciata in mare immediatamente in quanto si può rimuovere l’amo manualmente . Per poter rimuovere l’amo bisogna tagliare il filo di nylon (la lenza) a circa 10 cm dal becco della tartaruga, in seguito bisogna chiedere aiuto ad un veterinario che si occuperà della rimozione..

Come capire se la tartaruga è ancora viva?
Altre volte una tartaruga marina puὸ sembrare morta ma in realtà non lo è. Le tartarughe marine sono animali a sangue freddo il che significa che la loro temperatura corporea corrisponde alla temperatura esterna. L'unico modo per accertarsi del decesso di una tartaruga è di verificare se l’animale ha ancora dei segni vitali come i riflessi a livello degli occhi e/o dell’ano. In genere, si pizzicano leggermente tali parti del corpo e, a seconda del risultato, si scopre se il rettile ha bisogno di cure urgenti o se, purtroppo, non sono più necessarie.

o Perchè la tartaruga galeggia?
Le tartaruge marine cominciano a stare a galla, in superficie, solamente quando sono ammalate ovvero in caso di polmoniti, lesioni traumatiche a livello del capo (testa) o di infiammazioni croniche del tratto gastro-intestinale. La polmonite, nella maggior parte dei casi, si verifica in quanto la tartaruga rimane intrapollata nelle reti da pesca e inghiotte una grande quantità d’acqua marina. Conseguentemente, il loro organismo comincia a produrre diversi gas che per le loro proprietà sono più leggeri dell’ acqua e quindi tengono l’animale a galla, non gli permettono di immergersi. Un altro motivo che causa la polmonite è il freddo. Nei mesi invernali la temperatura del mare diminuisce notevolmente; nell’Adriatico settentrionale la temperatura può scendere fino a 8°C. La concomitante presenza delle tartarughe marine nell’ Adriatico settentrionale, dovuta alla ricerca di cibo nei fondali poco profondi di questa zona, causa il raffredamento dei animali. In questi casi si trata quasi sempre di animali gravemente (in fase avvanzata) ammalati ed è perciò necesario ricoverarli d’urgenza nel centro. Infatti, la maggior parte dei “pazienti” ricoverati nel nostro centro nei mesi invernali sono tartarughe marine che soffrono di polmonite.

Non dimentichianoci dei rifiuti! L’ingestione di rifiuti, come ad esempio i sacchetti di plastica o di altri oggetti, come la lenza del palangare, con tutti gli ami, provoca l’insorgenza di infiammazioni dell’apparato digerente e la produzione di gas nell’addome e nell’intestino dell’animale. Le tartarughe marine ingeriscono spesso i rifiuti in quanto non hanno una buona vista e quindi li scambiano per le loro prede, un caso molto frequente è lo scambio dei sachetti di plastica con le meduse, di cui le tartarughe marine vanno ghiotte.

Tartarughe arrenate sulla costa
Le tartarughe marine non nidificano sulle sponde del Mare Adriatico, pertanto, qualsiasi tartaruga che si trovi sulla costa ha dei problemi. Le tartarughe che si ritrovano sulle nostre coste giaciono qui per effetto delle correnti marine e delle onde. Una volta arrenate il loro corpo e il guscio (carapace) si asciugano e di conseguenza hanno difficoltà a muoversi. Spesso, ciò causa altre ferite e lesioni; in questi casi è necessario l’intervento del Centro

Lesioni esterne
Può sembrare, che durante il periodo estivo le tartarughe siano meno vulnerabili del solito; le condizioni atmosferiche sono migliori, la temperatura dell'acqua è ideale, le attività di pesca sono ridotte, ecc. Sta di fatto che non è proprio così! Infatti, la percentuale di tartarughe accidentate, durante l’estate, è ancora più elevata. Uno dei maggiori problemi è il trafico marittimo; la presenza di numerose inbarcazioni turistiche, barche e barchette spesso provocano problemi, più o meno gravi, alle tartarughe marine. Le eliche delle imbarcazioni, gli scooter e gli scafi che viaggiano ad alta velocità possono ferire le tartarughe che si trovano in prossimità della superficie marina per respirare. Questi scontri recano gravi danni al gusco, al capo e/o alle pinne dei rettili marini. Ferite di questo tipo sono purtroppo tra le più frequenti durante i mesi caldi, così come nel nostro anche negli altri centri di recupero, soprattutto in quello di Napoli, in Italia e in quello di Atene, in Grecia.

Anche tu puoi aiutare una tartaruga
Se una tartaruga marina viene avvistata in mare o sulla costa lontano dal Centro di recupero per le tartarughe marine , il vostro aiuto è di fondamentale importanza. Inanzittutto, per evitare l'essiccamento della tartaruga è necessario coprirla con dei panni umidi e, se è possibile bisogna porla in una vasca dal fondo morbido (si puὸ usare un asciugamano o uno straccio, un tapeto...) inumidirla e tenerla in un luogo buio a temperatura ambiente. Non disturbare o inportunare in nessun modo l’ animale. In seguito, si deve contattare il Cento di recupero per mettersi d’accordo sulla consegna della tartaruga.

Anche se sembra un animale molto robusto e resistente, la tartaruga marina è molto sensibile al dolore e allo stress. Lo stress causa un’aumento della quantità di corticosterone (ormone steroideo prodotto dalla ghiandola surenale) che riduce la risposta immunitaria, e quindi accelera lo sviluppo di infezioni. È perciò molto importante fornire un adeguato soccorso, nel più breve tempo possibile.

Pronto soccorso e adattamento
Una volta che la tartaruga giunge al Centro di recupero, presso l’acquario di Pola, viene visitata da un veterinario che deciderà sul daffarsi, come accudire e curare l’animale. Il rettile viene posto in una vasca progettata espressamente per le tartarughe marine, munita di flusso continuo di acqua marina. La temperatura ottimale dell’acqua è di 22-24°C. Dopo un certo periodo di adattamento (2-3 giorni) ha inizio il trattamento.


GUARIGIONE E LIBERAZIONE

Trattamento
Dopo il periodo di adattamento ad ogni tartaruga viene prescritta un adeguata terapia, secondo il protocollo, si usano antibiotici, sali minerali, vitamine, soluzioni reidratanti (soluzione fisiologica) e farmaci antiparassitari. Nella maggior parte dei casi queste terapie hanno sucesso. Per le tartarughe che sono più gravi sono necessari ulteriori accorgimenti come l'estrazione del sangue, l’esame ai raggi X e/o degli interventi chirurgici. A quelle che hanno subito gravi traumi (lesioni e/o tagli profondi) vengono somministrati anche degli analgesici in quanto sono molto sensibili al dolore.

Data base
Le tartarughe marine vengono in seguito registrate. I dati come la lunghezza e la larghezza del carapace, il peso e le fotografie delle lesioni esterne o interne vanno a far parte del data base del Centro. Il data base è utile per ottenere varie informazioni e per allargare la nostra conoscenza sulle tartarughe marine.

In genere, sul guscio o carapace e sul corpo della tartaruga marina vivono incrostati delle alghe e dei piccoli crostacei detti ciripedi. Una tartaruga marina sana presenta pochi organismi sul guscio mentre una tartaruga ammalata ne ha molti (che si possono trovare un pὸ da per tutto sul corpo, sul becco, sugli occhi, vicino all'ano) il che sta ad indicare che, da diverso tempo, l'animale fa fatica a muoversi e che probabilmente è in cattive condizioni.

Pulizia del carapace
Solamente dopo un netto miglioramento delle condizioni del rettile marino si prosegue con la pulizia della tartaruga. Dalla pelle e dal carapace si tolgono le alghe, i ciripedi vivi ed i loro gusci vuoti. Talvolta togliendo tali organismi vengono scoperte delle lesioni o ferite nascoste che vengono trattate con una tintura di iodio per evitare delle infezioni. Se le lesioni del carapace sono abbastanza grandi o gravi allora è necessario pulire la ferita ogni giorno. Se invece il carapace e la pelle sono integri allora si pulisce la tartaruga una volta a settimana.

o Pulizia della „casa“
Le tartarughe marine vengono poste in vasche che devono essere pulite e disinfettate ogni giorno per eliminare i resitui di cibo e le feci. Se l'animale è grave allora tale operazione viene eseguita anche più volte al giorno.
Nei mesi invernali l'acqua delle vasche viene riscaldata ed il flusso è a sistema chiuso mentre nel periodo estivo alle tartarughe viene pompata acqua fresca direttamente dal mare. Nel nostro Centro di recupero le vasche con gli animali sono situate in un ampia sala munita di luce solare fatto importante per garantire l'apporto quotidiano di vitamina D che è essenziale per indurire il guscio.

“Il pranzo”
Le tartarughe marine giovani mangiano per lo più meduse e zooplanton mentre gli esemplari adulti si nutrono prevalentemente con gli invertebrati marini (oloturie, crostacei, molluschi ecc...). Durante il loro soggiorno nel Centro le tartarughe vengono nutrite con le sardelle che sono ricche di proteine e di tutti gli elementi essenziali per la loro sopravivenza. La dose giornaliera di cibo è di circa il 5% del loro peso corporeo così che una tartaruga di 30 kg riceve 1,5 kg di cibo. Nel caso in cui le tartarughe marine non mangiano tutto il pasto, il cibo viene rimosso.

“Esercizio fisico”
Il lungo periodo di convalescenza nel Centro conduce quasi inevitabilmente alla riduzione del tono muscolare dell'animale. Quindi, allo scopo di rafforzare tutta la muscolatura prima della liberazione della tartaruga è necessario trasferirla in una vasca più grande come anche rinfocilarla di cibo. In questo modo, una volta in mare avrà più tempo per orientarsi e trovare il cibo.

La tartaruga ritorna „a casa“
Prima della liberazione è di fondamentale importante assicurarsi che la tartaruga sia in buona forma, sana, ben nutrita e senza alcuna lesione esterna.

Marcatura e liberazione
L’ultima cosa da fare è la marcatura. Ad ogni animale rilasciato viene posta un’ etichetta di plastica di color verde recante il numero di identificazione dell’animale (ad esempio, HR001). Questa procedura è in accordo con il protocollo del Dipartimento Zoologico del Museo di Storia Naturale, Dipartimento del Museo di Storia Naturale. La marcatura è utile per identificare, seguire e ottenere varie informazioni sulla vita e sulle abitudini delle tartarughe marine nell’Adriatico e del Mediterraneo e per approfondire la nostra conoscenza sulla biologia della specie.

Assistere alla liberazione di una tartaruga marina è un lieto evento. -La tartaruga ritorna a “casa”!-. La tartaruga viene posta sulla spiaggia, vicino al mare, la gente che assiste e gli adetti alla liberazione devono allontanarsi dall’animale per lasciargli spazio, per consentirgli di orientarsi. Dopo di che, basta poco, il richiamo del mare è così forte che instintivamente la tartaruga se ne va. Nuota velocemente a largo, lontano.

In genere, le liberazioni delle tartarughe marine avvengono durante i mesi estivi quando la temperatura dell’acqua è abbastanza alta (la temperatura non deve essere inferiore a 18°C). Il luogo della liberazione non dev’essere troppo affollato. È importante tener conto delle attività ittiche della zona come anche delle condizioni meteorologiche.


CONCLUSIONE

Da novembre 2002. Le tartarughe marine vengono accolte nelll'acquario di Pola e rientrano nel programma di protezione delle tartarughe marine Dipartimento di zoologia del Museo di Storia Naturale. A partire da marzo del 2006 il Centro di recupero delle tartarughe marine riceve un ulteriore incentivo dal Ministero della Cultura, con il quale è stato attribuito al Centro di educazione del mare di Pola (MOC) la funzione di cura e tutela delle tartarughe marine con l'obiettivo di riintrodurre gli animali in natura.

I collaboratori del Centro hanno presentato il loro lavoro di riabilitazione delle tartarughe marine presso il seminario internazionale tenutosi ad Atene nel novembre del 2004 (Workshop on the rehabilitation of injured sea turtles in the Mediterranean Glyfada, Athens, 19-21 november 2004).

Il veterinario ed il biologo responsabile del Centro hanno partecipato al programma di formazione e lavoro con le tartarughe marine di Napoli, nel novembre 2006 (Training course on sea turtle Rescue and Rehabilitation) organizato dal RAC/SPA,postazione zologica Anton Dohrn e dell'UNEP.

Il personale del Centro ha partecipato al congresso sulletartarughe marine in Tunisia nel 2008 durante il quale la dr.sc. Milena Mičić e Karin Gobić Medica hanno tenuto un a conferenza (3rd mediterranean conference on marine turtle).

Nel Centro si tiene il data base e si archiviano tutte le tartarughe marine arrivate

Ogni tartaruga guarita e liberata viene evidenziata su un panello dov'è presente la sua foto e tutte le informazioni utili. Ciὸ testimonia l'arduo lavoro del Centro e come promemoria per non dimenticare la forza vitale di questi incredibili esseri viventi, che gli ha permesso di sopravvivere dall'epoca dei dinosauri a fino ai giorni nostri. Damogli allora, tutto il nostro sostegno per garantirgli la sopravvivenza!

© Aquarium Pula. Tutti i diritti riservati.
Izrada web stranica - Virtus dizajn