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Novità
6 tartarughe rilasciato!
Questo Venerdì 25 settembre, sei tartarughe che sono stati recuperati nel nostro Centro, sono stati rilasciati al mare, e sono pronti a tornare a casa.
La Fortezza di Verudela - Storia del forte Verudela
Il forte costiero di Verudella appartiene al sistema difensivo delle forze militari austro-ungariche di Pola, le quali contano oltre cento elementi. Situato a 31 metri sopra il livello del mare, fu costruito ed armato tra il 1881 ed il 1886, assieme alla vicina batteria di San Giovanni con la quale formava un’unica unità difensiva. Il forte ha pianta pentagonale, grossomodo simmetrica ed è costituito da un blocco centrale di terra e pietra, da una caserma di gola a due piani inserita nel blocco, da un canale difensivo e da un terrapieno esterno costituito da terra e pietre. La caserma è costruita con conci di pietra finemente lavorati, con mattoni (le volte), cemento e con cemento armato.
Al pianoterra del forte si trovano 11 stanze, in totale 538,90 m² di superficie utile: in origine accanto all’ampio atrio si trovavano la centrale telefonica e la scalinata per i piani superiori, a lato del corridoio principale due stanze per i soldati semplici (ognuna poteva ospitare 16-18 soldati), la stanza della caldaia con il deposito per il carbone e la sala macchine (accessibile anche dal cortile esterno). Da una parte il corridoio terminava con le stanze per i malati ed i feriti il deposito dei viveri e la cucina, mentre dall’altra con i bagni. Si trovano qui anche i passaggi che scendono verso i cofani laterali situati nel canale difensivo.
Ai lati del corridoio si trovano anche le nicchie che ospitavano le pompe ed altre installazioni. Al secondo piano (superficie utile di 688,90 m²), sul lato che guarda verso il cortile, si trovano otto stanze: la stanza del comandante ed altre cinque camere per i soldati, da una parte la stanza degli ufficiali, dall’altra il bagno. L’altro lato del corridoio centrale, quello che quarda verso l’interno del forte, era occupato da quattro depositi per l’esplosivo e per le granate, uno spazio per l’ascensore usato per caricare le munizioni, il tutto protetto da un corridoio contrafortato per gli attacchi esterni.
Al terzo livello si arriva dalle scale che immettono in un corrodio, posizionato sull’asse del forte, il quale termina con un piccolo deposito e con le scale che portano allo spazio al di sotto della cupola rotante da un lato, e con le scale che portano al tetto del forte dall’altro. La parte centrale del forte è occupata da un complesso cilindrico in cemento armato per il cannone, parte costituente del blocco del forte militare. Questo blocco, il quale si estende dal piano terra del forte fino alla cima, faceva parte della cupola rotante con due cannoni da 280 mm – MSK L/35 ed altri contenuti militari (al piano terra lo spazio per l’accumulatore, al livello del primo piano la sala macchine). Sulla parte più alta, il cosidetto coronamento del forte, ovvero sul terazzo coperto da uno spesso strato di terra, si trovano i resti dei posti d’osservazione corrazzati, delle postazioni per la manovra della cupola rotante ed i resti delle postazioni dei cannoni di epoca più moderna, oggi infestati da cespugli ed alberi.
Perpendicolare all’asse del forte, vicino al muro esterno della caserma, si estende il cortile (318,20 m²) al di sotto del quale si trova un’enorme cisterna per l’acqua (276 m³) ed ai due lati idepositi del carburante. Inoltre il forte aveva una piccola riserva per l’acqua potabile (32 m³), ed una cisterna per l’acqua non potabile da uso tecnico (86 m³). Il cortile è delimitato dal muro di gola con le feritoie e con l’entrata principale del forte. L’entrata, accentuata da un semplice portale in pietra, veniva chiusa con un portone a griglie in ferro, a due ante. A difesa del portone d’ingresso, a sud del portone stesso, si appoggia al muro di gola il cofano di gola (21,60 m²). Il blocco centrale del forte è circondato da un canale difensivo secco scolpito nella roccia viva. All’interno del canale si trovano due cofani laterali, ognuno posizionato tra la fronte ed il lato del blocco centrale ed ognuno collegato alla caserma tramite un passaggio sotterraneo (poterna) ricavato anch’esso nella roccia viva. La rampa d’ingresso al canale si trova sulla parte di gola, a nord dell’ingresso al forte.
Il canale davanti all’ingresso al forte e fino al cofano di gola è stato riempito di terra in epoca moderna. In questo modo davanti all’ingresso dove una volta si trovava il ponte oggi troviamo un ampio spazio in parte pavimentato ed in parte asfaltato. Davanti al cofano di gola si trovava una volta un giardino decorativo, ma oggi risulta difficile leggerne le forme nella vegetazione presente. Il livello del riempimento del canale difensivo varia sensibilmente. Risulta molto più alto nella parte frontale del forte per poi scendere ripidamente verso i lati. Davanti al terrapieno, in asse con il cofano sud, si è conservato il piedistallo della postazione del riflettore. Sulla parte posteriore del forte, ad est della strada che arriva al forte, si divide una via che porta alle casematte interrate sotto la strada principale. In origine avevano funzione di deposito di munizione ausiliare. Secondo dei dati dell’anno 1903. la guarnigione del forte Verudella era costituita da: un comandante, quattro ufficiali e 112-126 soldati.
Il sistema difensivo del forte Verudella e della batteria San Giovanni è stato fortemente rimaneggiato e degradato da interventi su alcuni edifici e sul circondario. Negli anni sessanta del secolo scorso la batteria San Giovanni viene definitivamente devastata destinandola a edificio di ristoro. Con la costruzione del manto stradale asfaltato e delle vie pedonali per il complesso turistico sono state distrutte una piccola batteria di collegazione (costruita tra il 1902 ed il 1908) e la posizione del secondo riflettore del forte (il quale si trovava in origine a nord del cofano di nord-ovest). Il forte Verudella, anche se ha avuto nella sua storia molte varie destinazioni d΄uso, non ha subito gravi danni e si presenta oggi abbastanza ben conservato. Ulteriori interventi edili non hanno cambiato in modo rilevante l’aspetto del forte il quale dal 2002 viene adattato alla funzione di acquario.
Il forte Verudella è un esempio di come i forti difensivi di vecchio tipo venivano adattati al tipo di fortificazione con armamenti (a quel tempo) moderni, tipo quelli che armavano la cupola rotante con due cannoni, ed è in questo che risiede il suo maggiore valore storico. Per due secoli la fortezza è stata sotto il comando di diverse le autorità militari. È stata voluta e costruita nel 1886 dalla monarchia austro ungarica sotto la quale rimase fino al 1918. anno. Dal 1918 fino al 1943 era sotto il comando delle forze militari italiane, e durante questo periodo la fortezza venne depauperata di tutte le strutture e perse le caratteristiche militari. Vennero presie portati via tutti gli oggetti metalici compresi i cannoni.
Dal 1943 al 1945 la fortezza fu sfruttata dalle forze militari tedesche. Dopo il 1945 il forte finì nelle mani dell'esercito jugoslavo (JNA, Jugoslavenska narodna armija) i che vi rimase per altri due anni. Dagli anni '50 in poi la fortezza divenne propietà della città e venne data in concessione all'ente turistico “Verudela“ che dal 1975 prende il nome di „Arenaturist“. A questo proposito nella fortezza furono aperti diversi locali, negozi, parucchiere, come anche un punto di ristoro dove fino a notte tarda, ai cittadini e ai turisti venivano preparati dei polli arrosto detti "condor". In quel periodo il forte era anche conosciuto con il nome di „Klub 33“ perchè qui vi giaceva la discoteca dove uscivano gli ospiti, soprattutto svedesi sotto i 33 anni. Alla fine degli anni '80 la fortezza fu abbandonata e divenne una discarica per l'incenerimento dei rifiuti. Dal 2002 la fortezza di Verudela da uno stato di abbandono completo vene ripulita e riutilizzata ad ospitare l'acquario di Pola.


